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Castello di Sant'Adiutore
- Progetti PICS
- Castello di Sant'Adiutore, Via Nicola Pastore, Santissima Annunziata, Pineta La Serra, Cava de' Tirreni, Salerno, Campania, 84013, Italia
La costruzione di questo castello, risalente all'VIII secolo in risposta ai conflitti tra Carlo Magno e il principe longobardo Argivo, o al IX-X secolo durante le guerre tra Racheldisio e Siconolfo e le incursioni saracene, ha contribuito alla pace nel principato dopo la battaglia del Garigliano del 912. Il recupero del castello include la creazione di un museo multimediale e interattivo, integrato nel sistema culturale cittadino. L'intervento mira a potenziare le infrastrutture culturali, creando un percorso turistico-culturale per rafforzare l'identità storica del territorio e promuovere lo sviluppo economico e sociale.
Descrizione
L'intervento ha previsto la creazione di un museo multimediale e interattivo all'interno di un castello, integrato nel sistema culturale cittadino. L'obiettivo principale è rafforzare le infrastrutture culturali della città, potenziando l'offerta dei luoghi di cultura e creando un percorso turistico-culturale per attivare l'identità storica del territorio, fungendo da volano di sviluppo economico e sociale.
Il recupero della struttura si concentra sulla realizzazione di un museo urbano che, attraverso tecniche innovative, coinvolge i visitatori in percorsi plurisensoriali, collegandoli ad altri poli culturali e sale museali della città.
Il castello, situato sulla cima di una collina, presentava una corte merlata con il maschio vero e proprio che si articolava in un corpo rettangolare a due piani seguito da uno più basso, proiettato quasi come una torre sulla vallata. Entrambi gli edifici sono coperti da terrazzi accessibili tramite scale a rampa. Un arcone sul lato cortile introduce in un ampio ambiente voltato. Le strutture verticali sono in muratura con blocchi di pietra non squadrata e mattoni, mentre i pavimenti sono in cotto, ampiamente rifatti.
Questo progetto non solo mira al recupero architettonico ma si propone di trasformare il castello in un polo culturale dinamico, contribuendo al panorama culturale e turistico della città attraverso un approccio innovativo e coinvolgente.
LA STORIA DEI LUOGHI
La collina di Sant’Adiutore, che con i suoi 467 metri di altitudine e la sua configurazione conica si erge quasi al centro della conca cavese, è coronata da una antica fortificazione che i documenti fanno risalire all’XI secolo. Ma la data precisa della sua costruzione potrebbe anche essere antecedente. Il maniero “in forma di chiuso castello ha al suo centro una cappella”, dedicata a Sant’Adiutore, il Santo Vescovo approdato nel V secolo sulle nostre coste per sfuggire alle persecuzioni dei Vandali. Egli si rifugiò in una grotta su questo monte e si dedicò ad evangelizzare le popolazioni. La fortezza nel XII secolo era in possesso della Badia della SS. Trinità ed era presieduta da un monaco Magister et Castellanus, affiancato da un laico chiamato Gabarretta. La struttura era, soprattutto, un luogo di difesa del territorio e di controllo sulla Via Regia che “intersecava il Borgo Scacciaventi”. Nel 1291 il Castello fu distrutto da Roberto conte di Arras, vicario di re Carlo II d’Angiò, e fu ricostruito nel 1380, come si evince dai documenti che riferiscono di una gabella imposta agli abitanti della Città de La Cava. Negli anni tra il 1386 e il 1414 il Castello passò dalla Badia benedettina alla città della Cava, che, per opera di Bonifacio IX, era stata elevata al rango di città dalla bolla pontificia del 7 agosto 1394. La fortezza veniva usata come postazione militare ogni volta che c’era pericolo di attacchi nemici. Nelle carte del XVI secolo si riscontrano notizie di provvedimenti atti a difendersi dai Turchi che minacciavano le nostre coste. Nel 1587 il vescovo Alemagna de Cardona restaurò la cappella “exsistentem in castello”. Nel sec XVIII iniziò la decadenza del Castello, che culminò nel settembre 1943 con i bombardamenti del secondo conflitto mondiale. Negli anni 1956 – 1957 si decise di dare un cantiere scuola ai disoccupati, impiegandoli nella ricostruzione dei luoghi. Ulteriori lavori di conservazione e restauro furono effettuati negli anni ‘70 e ‘80 del ‘900. Lo storico Adinolfi (1846) scrive: “Il castello ha con felice vicenda cambiato destinazione, e non più servendo ad uso di guerra, è servito a quello di festa, essendosi introdotto il pio costume di portarsi ogni anno il Venerabile [il SS. Sacramento] in processione nella sera dell’Ottava del Corpus Domini”. Ancora oggi nell’Ottava del Corpus Domini si rievoca con una grande festa la cessazione del flagello della pestilenza del 1656. Una relazione scritta da Tommaso Gaudiosi consegna alla storia il triste periodo tempore pestis, quando i morti furono migliaia. L’anno successivo, per scongiurare il pericolo di nuove epidemie e implorare sulla città l’aiuto divino, il parroco dell’Annunziata don Angelo Franco introdusse la consuetudine della processione che dalla chiesa dell’Annunziata raggiunge le terrazze del Castello (come ancora oggi avviene) per impartire la benedizione a tutta la città. Gli spari e i fuochi d’artificio rallegrano questa festa e attirano migliaia di visitatori. Arricchiscono la festa gli archibugieri (noti anche come trombonieri) i quali, con il continuo sparo di pistoni - antiche armi ad avancarica -, si esibiscono e sfilano per le vie della città. E’ emblematica la lapide che si può leggere nella cappella: “Sono quassù raccolte come in aereo nido di pace e di luce le care tradizioni dei nostri padri”. Sulla terrazza del Castello si erge maestosa una croce di ferro, realizzata da artigiani cavesi, a ricordo dell’Anno Santo del 1900. Lungo le pendici della collina di Sant’Adiutore si svolse l’opera meritoria di Lucia Apicella conosciuta come Mamma Lucia, che diede sepoltura a centinaia di caduti della II guerra mondiale. I primi resti mortali furono da lei rinvenuti nella grotta situata alla Pineta La Serra. Questa località ricorda anche momenti di svago della nostra storia e conserva le antiche torri destinate alla caccia ai colombi, una tradizione di origine longobarda. L’itinerario storico delle torri permette di osservare, fino alla località Arco, numerosi esemplari di queste antiche costruzioni. Dalla Pineta La Serra attraverso il viale panoramico si raggiunge l’antica chiesa di Santa Maria a Toro risalente agli anni intorno al Mille. Questa era situata lungo l’antica via Maggiore, che raggiungeva Salerno attraverso i monti, evitando la via del fondovalle, che era infestata da briganti e da uomini armati, ritenuta più pericolosa. (a cura del Centro Studi per la Storia di Cava de’ Tirreni). Grazie a un intervento inserito nel PICS – Cava de’ Tirreni, AZIONE 6.8.3- Realizzazione di un Sistema Culturale Integrato- per il quale sono stati stanziati 2 milioni 215mila 706,70 euro, si sono potuti attuare il recupero e la rifunzionalizzazione del Castello di Sant'Adiutore.
I visitatori e i pellegrini potranno godere, dall’alto della sommità del monte, della pace degli ameni luoghi, culla delle tradizioni cavesi, e della vista di un panorama unico, a 360 gradi, della vallata metelliana.
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