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Museo Mamma Lucia

Luoghi

Museo Mamma Lucia


  • Musei
  • Magliano, 143, Corso Umberto I, Pianesi, Casa Davide, Cava de' Tirreni, Salerno, Campania, 84013, Italia

Mamma Lucia è rimasta un'icona amata nell'immaginario popolare, con un impatto mediatico significativo. Articoli, libri, dipinti, poesie come "Lucia Mater" del prof. Mario Pinto, video, trasmissioni televisive, documentari, iniziative pubbliche, premi e calendari hanno nel tempo illustrato la sua opera, preservandola nella memoria collettiva. La sua figura continua a vivere attraverso varie espressioni culturali, contribuendo a mantenere viva l'eredità di Mamma Lucia nei cuori delle persone.

Descrizione

Dopo la conclusione delle operazioni belliche nella vasta zona dello sbarco, i terreni rimasero disseminati di cadaveri, bombe e mine inesplose, richiedendo un delicato e rischioso processo di rimozione. Mamma Lucia, con fede divina e coraggio, decise di avventurarsi nel recupero, influenzata anche da un sogno premonitore di otto soldati chiedenti di essere riportati alle loro madri con le mani bagnate di sangue. Nata nel 1887 a Sant'Arcangelo, Maria Lucia Pisapia sposò Carlo Apicella nel 1912 e, durante la Seconda Guerra Mondiale, si distinse per il suo impegno umanitario.

Dopo lo sbarco degli Alleati e la resistenza tedesca, Mamma Lucia, armata di badile e sacchi, percorse le colline cercando i caduti. Trovandone uno, lo trattava con cura materna, lo riponeva in un cassettino e, con le informazioni dalla piastrina, contattava le autorità italiane per la restituzione delle salme alle radici. Indifferente alla nazionalità, considerava tutti "figli di mamma". Circa 800 salme, grazie al suo impegno, tornarono alle madri d'Europa, soprattutto in Germania. Quest'atto di pietà e maternità universale, nonostante incomprensioni iniziali, divenne un simbolo amato e universale. Mamma Lucia ricevette onori, inclusa la Medaglia d'Oro del Presidente della Repubblica, fu definita "La madre dei Caduti" dai tedeschi e diventò un'icona a Cava. Alla sua morte nel 1982, l'intera città le rese omaggio con rispetto e commozione nella Sala di Ricevimento del Palazzo di Città.



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